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Intervista al Presidente nazionale AIHC:i temi del Meeting Lab 2026

A cura di Giovanni Muratore, psicologo e giornalista
28 ottobre 2026 di
Intervista al Presidente nazionale AIHC:i temi del Meeting Lab 2026
Staff AIHC

Abbiamo chiesto a Stefano Luca Patania, Presidente nazionale di AIHC - Associazione Italiana Health Coaching, di parlare del prossimo impegno, il Meeting Lab 2026 in programma a Bologna il 7 novembre, all'Hotel Savoia Regency (zona Fiera).

Comincerei dal titolo: "Oltre la cura: il ruolo dell'health coaching nei nuovi modelli di longevity e benessere". Perché proprio questa scelta? 

"Effettivamente dedicare un Meeting Lab alla longevità per noi significa innanzitutto espandere il concetto dell'health coaching. Perché fino a oggi abbiamo sempre parlato dell'health coaching nell'ambito sanitario come compendio e supporto alla cura in se stessa. Se andiamo a vedere l'impatto sociale della cura sulla persona, qual è l'obiettivo finale se non la guarigione? E quindi arrivare ad avere una prospettiva di vita e tornare alla cosiddetta restituzione d'integro della persona. Qui l'health coaching può svolgere un ruolo nel proporre la prospettiva della longevità in termini di qualità. E siamo approdati a questo titolo per andare oltre la cura, contemplando il supporto del coaching nell'empowerment del paziente ed anche nel supporto alla qualità di vita nel tempo, della longevità della persona".

A Bologna è previsto un parterre di interventi con vari esperti, insieme a laboratori esperienziali e alla presentazione di contributi scientifici. Anche quest'anno il focus sarà sulla interdisciplinarietà di AIHC, pur rimanendo in ambito sanitario e parlando anche di sostenibilità e cambiamento degli stili di vita?

"Parlando di longevità e benessere, come health coach ci impegniamo ad affrontare il cambiamento degli stili di vita nelle sue diverse componenti, perché alla fine il coaching è vivere l'esperienza con l'apprendimento da una parte e la consapevolezza dall'altra. Per questa ragione a Bologna avremo esempi di esperienza diretta, di testimonianze nell'ambito del paziente affetto da malattia rara e di come la qualità di vita può esser prolungata nel tempo. Un altro aspetto fondamentale nella cura di sé è la cura dell'alimentazione e anche in questo campo ci sono molti health coach che si impegnano per una sorta di disciplina quotidiana della cura del sé, un fattore molto potente. Poi ci sono i laboratori esperienziali e si entrerà nel merito di come si evoca la consapevolezza del sistema, non parlando solo della persona come individuo, bensì della persona come appartenente a un contesto sociale, in una visione più sistemica. Ed ecco spiegato il ricorso dell'health coach a suggestioni e connessioni, fino ad arrivare a un laboratorio di teatro, dove andremo a giocare il ruolo che noi esercitiamo nel ruolo di paziente, di cittadino o di health coach". 

Avremo anche la presentazione in anteprima del Position Paper dell'Associazione Italiana Health Coaching e del Metodo delle cinque competenze, emblema del lavoro svolto in questi ultimi anni. Ma quali sono gli elementi nuovi che stanno emergendo nel panorama italiano parlando di benessere?

"L'Associazione Italiana Health Coaching è presente sul territorio ormai da 9 anni. Ci sono tutti questi elementi di cui abbiamo parlato: da una parte l'interdisciplinarietà, dall'altra la visione sistemica, direi meglio olistica. Dunque, siamo alla vigilia di una grande celebrazione: nel 2027 compiremo 10 anni, e sarà un anno veramente speciale. Ed è anche l'anno in cui coroniamo il percorso a cui fai riferimento, cioè qual è il bilancio AIHC? Cosa abbiamo proposto al sistema Italia? Nel nostro piccolo noi siamo partiti con l'idea di operare come singoli, ma dopo questi 9 anni abbiamo cominciato a portare in Italia una riflessione, una prospettiva di un ruolo che fino a poco tempo fa era ancora rimasta un pochino nel mare magnum della comunicazione casuale, che può avvenire nei Social o in episodi singoli. Oggi invece, grazie alla nostra associazione, l'Health Coaching in Italia ha una voce che comincia a esercitare un ruolo e lo fa in maniera sia diretta attraverso l'operatività dei nostri professionisti che lavorano in vari ambiti e portano contributi pratici — e nello stesso tempo lo fa attraverso i social o anche tramite pubblicazioni scientifiche, relative proprio allo sviluppo del modello. Se posso fare una sintesi di questi 9 anni: certamente AIHC ha ben definito e spiegato il compito dell'operatore di benessere, sia esso coach, sia esso operatore di altro tipo, anche sanitario con un approccio di health coaching. E questo sta iniziando a portare dei frutti, perché anche le partnership nate negli ultimi mesi cominciano a riconoscere il nostro ruolo.

Quindi al Meeting Lab di Bologna si parlerà anche dell'identità e della riconoscibilità degli health coach mediante le testimonianze e le pratiche degli associati, nonché grazie al peso specifico della conoscenza validata scientificamente?

"Il prezioso lavoro del Comitato scientifico di AIHC e del Gruppo di lavoro sulle 5 competenze, negli anni, ci ha dato la possibilità, finalmente, di esercitare un ruolo, che speriamo dal decennale in poi possa fornire contributi di impatto nell'ambito proprio del benessere dell'individuo e della società".

Leggendo il programma del Meeting Lab nazionale AIHC 2026 si scopre che è aumentata la presenza di partner, sostenitori e amici di AIHC. A cosa è dovuto questo successo?

"Si tratta di una strada comune da percorrere, una strada che sta evolvendo e che man mano raccoglie sempre più amici, sostenitori, partner, professionisti e imprenditori. Si accresce il terreno dell'operatività di un'associazione, che in fondo è nata pochi anni fa quasi per gioco, dall'idea di alcuni amici, volontari, che si sono messi insieme avendo in comune una visione lungimirante su dove stava andando il coaching e in particolare l'health coaching". 

Chiudiamo questa conversazione con un invito, per spiegare perché conviene prender parte all'evento del 7 novembre 2026.

"Credo sia importante - conclude Stefano Luca Patania, Presidente nazionale AIHC - estendere l'invito al Meeting Lab AIHC a tutti coloro che vogliono partecipare attivamente alla produzione di benessere, in qualsiasi contesto essi operino. Ribadisco che l'Associazione Italiana Health Coaching accoglie tutte le figure professionali, sanitarie o non sanitarie, tutti gli operatori olistici e le persone con una vision umanistica, che hanno nella loro mission la generazione di benessere psicosociale".