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Oltre la cura: l'Health Coaching nei nuovi modelli di longevity

11 ottobre 2026 di
Oltre la cura: l'Health Coaching nei nuovi modelli di longevity
Segreteria AIHC

A cura di Giovanni Muratore, psicologo e giornalista 

L'Italia vive più a lungo, ma non sempre meglio: secondo il "Rapporto Censis 2026", oggi il 36,6% degli over 65 ha bisogno di un aiuto nella vita quotidiana pur restando autosufficiente, il doppio del 18,3% rilevato nel 2006.  

Da questa tensione tra longevità e fragilità nasce il Meeting Lab AIHC 2026, in programma sabato 7 novembre al Savoia Regency di Bologna, con un titolo che è già una tesi:  «Oltre la cura: il ruolo dell'Health Coaching nei nuovi modelli di longevity e benessere». 

Questo articolo ripercorre i tre nodi principali dell'incontro:  • come cambiano i modelli di longevity nel nostro Paese; • quale ruolo può avere l'Health Coaching in sanità; • come le cinque competenze dell'Associazione Italiana Health Coaching (AIHC) si traducono in pratica multidisciplinare di ausilio alle professioni d'aiuto. 

Longevity in Italia: dal conteggio degli anni di vita al miglioramento della qualità della vita I dati descrivono un Paese sempre più anziano e più esposto a bisogni assistenziali e a rischi di isolamento. Il 31,7% degli anziani dichiara di aver bisogno di aiuto in modo occasionale, mentre il 4,9% segnala difficoltà frequenti nelle attività quotidiane. Allungare la vita, quindi, non basta più come obiettivo di salute pubblica. Ecco perché i nuovi modelli di longevity spostano l'attenzione dalla durata alla qualità: prevenzione, stili di vita consapevoli, relazioni, contesto sociale. 

È la direzione indicata da Associazione Italiana Health Coaching- AIHC, presente su tutto il territorio, che richiama la definizione di salute come un divenire di benessere fisico, mentale e sociale (OMS, 2011).  

Dopo l'edizione 2025 a Verona, dedicata all'approccio One Health, il Meeting Lab AIHC 2026 s'interroga su come evolvono i modelli di salute, che cosa significhi davvero longevity e quale contributo concreto possa dare l'health coaching al benessere individuale e collettivo. 

Health coaching in sanità: accanto alla cura, non al suo posto L'health coaching deriva dal coaching e si fonda sulla norma UNI 11601, che lo definisce come un processo di partnership orientato a sviluppare le competenze utili al benessere e ai risultati che la persona sceglie. 

Il confine è netto: non fa diagnosi, non fa clinica, non fa terapia, e non si rivolge ai pazienti direttamente per alleviare un disagio. 

Lavora, quindi, al fianco delle professioni sanitarie e non al loro posto. 

In questo spazio complementare AIHC individua quattro ambiti di intervento: 

• Personal wellness: stili di vita funzionali agli obiettivi di salute e benessere della persona. 

• Corporate wellness: salute e benessere nelle aziende e nelle organizzazioni. 

• Formazione relazionale alla classe medica: interventi di health group coaching a beneficio del personale socio-sanitario nei luoghi di prevenzione, diagnosi e cura. 

• Patient engagement: gruppi di pazienti accompagnati a gestire attivamente la propria condizione e i Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA). 

Il valore per il sistema sanitario sta nella qualità della relazione con la persona: una comunicazione medico-paziente più efficace, cure più umanizzate e un maggior grado di adesione alle prescrizioni, siano esse farmacologiche, dietetiche o di regime di vita. Un esempio recente è la collaborazione proposta tra farmacista di famiglia e health coach per sostenere l'aderenza terapeutica. 

Le 5 competenze AIHC: un linguaggio comune per professioni diverse Le 5 competenze AIHC nascono da un percorso lungo. 

Al Meeting Lab 2022 si è delineata l'identità dell'Health Coach e dell'Operatore del Benessere; il Comitato Scientifico ha poi cercato una radice filosofica e metodologica nel Pragmatismo italiano e nel pensiero di Erich Fromm, fino a definire le cinque competenze come standard condiviso, grazie anche ad una rigorosa sperimentazione e ad un training specifico per gli associati AIHC. 

In concreto i soci aiutano persone, operatori sanitari e aziende a sapere che cosa aspettarsi da un health coach e rendono il modello valutabile e replicabile. La tabella riassume le cinque competenze; la colonna degli esempi è illustrativa e mostra come ciascuna possa tradursi nel lavoro con le équipe sanitarie e con le persone. 

Competenza In sintesi  - Esempio di applicazione 1. Comunicazione generativa Dialogo e maieutica: la persona impara a dire con parole proprie i propri obiettivi di cura di sé Colloquio di empowerment che aiuta il paziente a formulare che cosa è disposto a cambiare, a complemento della visita 2. Relazione di benessere con il cliente Alleanza di scopo chiarita fin dall'accordo di coaching, per una collaborazione «salubre» Accordo iniziale che definisce i rispettivi ruoli di coach, persona ed équipe curante 3. Sviluppo della consapevolezza Esplorazione di pensieri, emozioni e sensazioni corporee attraverso domande e rispecchiamenti Percorsi individuali o di gruppo su abitudini, stress e stili di vita 4. Etica umanistica Rispetto dei valori della persona ed emancipazione da pressioni sociali nocive Piani di benessere costruiti sui valori di chi li sceglie, non su standard di performance imposti 5. Visione olistica Indagine dei fatti di vita, del sistema familiare e sociale e del mondo interiore Lettura condivisa dello stesso percorso tra medico, infermiere, farmacista, Competenza In sintesi Esempio di applicazione psicologo e altre professioni di aiuto 

È la dimensione multidisciplinare a dare senso al modello: le stesse cinque competenze funzionano come grammatica comune tra chi cura e chi accompagna. AIHC le propone come punto di partenza, aperto a critica e miglioramento, utile sia come supporto al sistema sanitario sia alla società civile in tutti i contesti di cura delle persone. 

Conclusioni 

Health Coaching oltre la cura vuol dire assumere ruoli e responsabilità nelle professioni di aiuto, per collaborare con gli operatori sanitari e facilitare l'empowerment delle persone. In un Paese che invecchia, la sfida non è sostituire la cura ma completarla, mettendo le persone in grado di diventare protagoniste della propria salute.  Il 7 novembre, a Bologna, è un'occasione per confrontarsi su come farlo, insieme.